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martedì 18 dicembre 2012

UN NATALE IN GIALLO di AA.VV.

COMMENTO: Non sono un amante dei racconti ma qualche tempo fa, in libreria, mi è capitato sotto mano questo libro e quando ho notato che all'interno c'era un racconto di Malvaldi e per di più un racconto sui mitici vecchietti del BarLume non ho saputo resistere e l'ho comprato. Poi ho iniziato a leggerlo ma, sarà che sto attraversando un periodo di "stanca" o che come detto a me i racconti non piacciono molto, che fatica finirlo. A parte il racconto di Malvaldi non ho trovato nessun racconto davvero bello. Si leggono ma non con entusiasmo.

TRAMA: Gli investigatori di questa antologia di racconti gialli sono personaggi di grande successo, fissi nel ricordo dei lettori per essere protagonisti di storie poliziesche in cui l’elemento personale è fondamentale. In queste nuove avventure, più che l’intreccio, è la persona di ciascuno di loro che costituisce il fulcro della narrazione. Sono certamente alle prese con intrighi e crimini: è nella loro natura. Ma la curiosità sta soprattutto nel vederli impegnati con se stessi, a sistemare la loro vita quotidiana, a fare i conti con i loro tic, le loro idiosincrasie, le loro paure, e soprattutto con l’ambiente in cui vivono. Come banco per questa dura prova s’è eletto il Natale. La ricorrenza più significativa e densa per tutti e anche per loro. I giorni in cui ci si sente molto soli o troppo in compagnia e, più che in tutti gli altri giorni, ognuno è portato a darsi pensiero di se stesso. Com’è il loro Natale, il Natale dei nostri investigatori, è la storia che racconta questo libro.

mercoledì 7 novembre 2012

MILIONI DI MILIONI di Marco Malvaldi

COMMENTO: Malvaldi abbandona i mitici vecchietti del BarLume per portarci in uno sperduto paesello toscano dove una donna viene misteriosamente uccisa mentre il paese è bloccato dalla neve. La parte puramente "gialla", come in tutti i romanzi di Malvaldi, è un po' deboluccia ma quello in cui Malvaldi è davvero bravissimo è nella presentazione dei paesi toscani e dei suoi abitanti, senza dimenticare la sua immensa bravura nei dialoghi. I suoi personaggi sono meravigliosi, nel loro sarcasmo, nel loro essere "veri" e la trama passa in secondo piano perchè quello che prende sono proprio loro. Non si smetterebbe mai di leggere per cercare la prossima "freddura". Insomma anche senza i vecchietti Malvaldi non perde la sua ironia e il suo stile davvero scrorrevole e divertente.

TRAMA: Montesodi Marittimo è un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome, per di più molto scosceso. Una persona su due porta un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran gaudente, pentitosi in punto di morte di lasciare tanti bambini senza un nome legittimo. Inoltre su Montesodi aleggia un mistero: è considerato «il paese più forte d’Europa». Per scoprirne la causa, vengono mandati dall’Università un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli. Trascorsi i primi giorni, nel panorama umano che gli si offre, i due non trovano nulla di cui meravigliarsi, tranne la forza. È un mondo abitudinario, dominato da due gruppi familiari: il sindaco, l’onesto e schietto Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, anziana vedova, con un figlio poco amato. La sorpresa arriva con una tremenda tempesta di neve che isola il paese per giorni. Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, una mattina trova l’energica signora abbandonata in poltrona senza vita. Sembra, a prima vista, un attacco di cuore, ma Piergiorgio capisce che non si tratta di morte naturale e poiché il paese è isolato l’assassino non può essere andato via. Le cose sembrano volgere al peggio per lo scienziato quando il maresciallo gli rivela che in paese tutti hanno un alibi, tranne lui. Per scagionarsi, l’unica via che resta è scoprire il vero assassino, tra ambizioni frustrate e figliolanze incerte e mescolate. La neve aiuterà.

martedì 27 marzo 2012

ODORE DI CHIUSO di Marco Malvaldi

COMMENTO: Questa volta Malvaldi "abbandona" i mitici vecchietti per un giallo alla Agatha Christie e con un personaggio, Artrusi, che per certi versi ricorda un po' il mitico Hercule Poirot. Il libro scorre davvero bene, lo stile di Malvaldi (nonstante qualche incursione di troppo della sua voce fuori campo) è dannatamente buono e i personaggi sono davvero ottimamente caratterizzati. Forse il colpevole è un po' troppo facile da scoprire ma questo piccolo difetto non intacca una lettura parecchio piacevole.

TRAMA: In un castello della Maremma arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il manuale di cucina primo del genere. Al castello dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta, Lapo, cacciatore di servette e contadine, la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo. In questo entourage piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi, grazie alla sua saggezza e alle sue originali letture, a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.

sabato 10 marzo 2012

TRILOGIA DEL BARLUME di Marco Malvaldi

COMMENTO: I tre libri che compongono questa raccolta (La brisola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi) sono dei gialli, ma se siete degli appassionati di gialli stile Agatha Christie state lontani da questi libri, perchè la trama "gialla" è solo un contorno e spesso la soluzione agli enigmi sono un po' raffazzonate. Quello che è davvero grande in questi romanzi e quello che solitamente è il contorno ma per Malvaldi è la parte fondamentale: i personaggi. I quattro vecchietti del BarLume, e il barrista Massimo sono tra i personaggi più divertenti che si possano incontrare. Le loro battute fulminanti sono qualcosa di fenomenale e anche il lettore vorrebbe poter essere un frequentatore di quel bar perchè davvero ci si diverte un mondo ad ascoltarli. Vivere al BarLume è un'esperienza davvero fantastica perchè ci si trova in compagnia di amici. E so per certo che finchè il buon Malvaldi non farà uscire una nuova storia del BarLume mi mancheranno davvero parecchio i qualttro vecchietti!!!

TRAMA: Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune; e poi c'è Massimo, il barrista. È la squadra investigativa del BarLume di Pineta. Tre romanzi, tre delitti e una fitta maglia di pettegolezzi che si trasforma in una formidabile macchina da indagine.

mercoledì 29 febbraio 2012

LA CARTA PIU' ALTA di Marco Malvaldi

COMMENTO: Questo romanzo è un giallo, ma a differenza di tutti gli altri devo sinceramente dire che la parte "gialla" è quella che mi ha interessato meno. La parte più bella sono i "vecchietti" del BarLume, le loro battute al fulmicotone. L'autore è stato immenso nel caratterizzare questi personaggi davvero esilaranti. La trama in certi punti fa un po' acqua ma non è importante perchè il libro è davvero divertente. Insomma, ho scoperto un nuovo autore e molto presto mi leggerò tutti i libri della serie del BarLume!!!

PS: Ringrazio il blogger ilbibliofilo perchè il suo commento a questo libro mi ha incuriosito tanto da deciderne l'acquisto. Sono in debito con lui di 2 suggerimenti!


TRAMA: A Pineta siamo a metà di un’estate particolarmente lunga. Massimo, che ha completamente ristrutturato il bar, cerca una nuova banconista; Aldo, a cui hanno distrutto il ristorante dandogli fuoco, sta cercando un nuovo locale. Il posto adatto ci sarebbe: si tratta di Villa del Chiostro, una beauty farm che sta andando piuttosto bene, messa su vari anni prima da un personaggio losco, Riccardo Foresti, e dove vorrebbe aprire un ristorante in comproprietà. Aldo è reso dubbioso dalla cattiva reputazione di Foresti e prima di accettare vuole delle garanzie; la stessa storia della beauty farm, infatti, ha dei punti oscuri. Grazie alle conoscenze di Pilade in Comune, i vecchietti riescono a mettere le mani sui vari atti che hanno portato all’acquisizione del fabbricato; scoprono così che la proprietà è stata comprata ad un valore assai inferiore al prezzo di mercato. La spiegazione è ovvia: il bene è stato acquistato come nuda proprietà, e quindi destinato a rimanere in mano al venditore, Ranieri Carratori, fino alla morte di quest’ultimo. Meno ovvio è, invece, che il Carratori stesso sia morto in maniera improvvisa dopo un mese circa dalla stipula del contratto. Apparentemente, per una malattia che non perdona; ma per i vecchietti è una coincidenza troppo grossa per essere solo un caso. Un infortunio al tendine costringe Massimo a un ricovero proprio nello stesso ospedale in cui è morto Carratori.