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martedì 29 novembre 2011

TRE ATTI E DUE TEMPI di Giorgio Faletti

COMMENTO: Faletti abbandona il thriller e sopratutto abbandona lo stile prolisso per regalarci una piccola perla. Già, questo "Tre atti e due tempi" mi è piaciuto. Lo stile è scorrevole, la storia appassiona e Giorgio non si dilunga in cose inutili ma crea una storia densa e veloce, con un ottimo protagonista. Forse alcune situazioni sono un po' tirate per i capelli ma è un romanzo e quindi si possono anche perdonare perchè davvero il libro merita. Io spero che al prossimo libro il buon Faletti decida di tenere questa "dieta" stilistica.

TRAMA: Un romanzo che stringe in unità fili diversi: la corruzione del calcio e della società, la mancanza di futuro per chi è giovane, la responsabilità individuale, la qualità dell'amore e dei sentimenti in ogni momento della vita, il conflitto tra genitori e figli. E intanto, davanti ai nostri occhi, si disegnano i tratti affaticati e sorridenti di un personaggio indimenticabile. Silver, l'antieroe in cui tutti ci riconosciamo e di cui tutti abbiamo bisogno.

venerdì 8 luglio 2011

L'INIZIO DEL BUIO di Walter Veltroni

COMMENTO: Nel 1981 avevo 8 anni e ancora oggi ricordo bene quei giorni... si mangiava fuori, in cortile e ricordo ancora che un giorno apparve un televisore portatile in quel cortile, davanti alla tavola e tutti gli adulti, fino a tardi, rimanevano fuori a vedere quella piccola scatola rossa con le immagini in bianco e nero. Io non capivo bene quello che stava accadendo, sapevo solo che stavano cercando di salvare un bimbo caduto in un pozzo. 30 anni dopo sono ormai un "vecchietto" con due figli e leggendo il libro di Veltroni ho scoperto la "paura". Perchè nel leggere "L'inizio del buio" più volte sentivo quella voce in fondo al pozzo come quella di mio figlio e davvero sentivo la paura e l'angoscia. Veltroni è stato davvero bravo a mostrarci quei giorni e sopratutto a farci "vedere" il coraggio di persone normali che in tutti i modi, anche sbagliando, hanno provato a salvare un bimbo che è diventato il figlio di tutti. Certo ci mostra quanti errori sono stati commessi ma alla fine prevade l'amore che una nazione ha dato a quel piccolo bambino caduto nel pozzo. E merito gli va nel farci ricordare che quei giorni erano anche il periodo buio delle Brigate Rosse, dei delitti politici e delle morti di innocenti per mano di gente che commetteva delitti nel nome del popolo. Erano giorni davvero assurdi e tristi.

TRAMA: L'11 giugno 1981, poco dopo le 13, l'Italia resta paralizzata davanti alla tv. Durante il Tg2, da un pozzo nella campagna di Vermicino, vicino a Frascati, proviene l'urlo di un bimbo che chiama la mamma. "È il pianto di un bambino che si sveglia nella notte, nel cuore di un incubo mostruoso, senza sapere se quella che ha vissuto è realtà o cattiva fantasia. È il pianto di un bambino che viene deportato, che vede la mamma allontanarsi e poi sparire, dietro una curva. È il pianto di un bambino al quale un adulto ha fatto la più orrenda delle violenze. È tutti i pianti di tutti i bambini del mondo. Tutti in una volta. Tutti in un bambino solo." Quell'urlo, le interminabili ore di angoscia che seguiranno, il nome del bambino - Alfredino Rampi - sono impressi a fuoco da trent'anni nella memoria degli italiani. Che forse non ricordano una coincidenza: mentre Alfredino precipita nel pozzo, nel tardo pomeriggio del 10 giugno, alle 19, a San Benedetto del Tronto un giovane antennista, Roberto Peci, viene rinchiuso nel bagagliaio di una 127 e condotto in una "prigione del popolo", dove le Brigate rosse l'avrebbero "processato" e poi ucciso per vendicarsi del fratello Patrizio, il primo pentito delle Br. Nel suo nuovo libro, Walter Veftroni racconta quelle due tragedie parallele. Ripercorrendo i luoghi e intervistando i protagonisti, rivela aspetti inediti e coglie nei due episodi l'inizio di quello che sarebbe diventata la televisione: il grande occhio che trasforma la realtà in reality.

domenica 21 novembre 2010

APPUNTI DI UN VENDITORE DI DONNE di Giorgio Faletti

COMMENTO: A parte qualche difettuccio (qualche stereotipo, troppe indicazioni stradali, qualche colpo a sorpresa di troppo e il colpevole che si becca dopo poche pagine) il nuovo libro di Faletti è da annoverare tra i suoi migliori. Faletti per questo libro cambia con successo un po' il suo stile e riesce a creare ottimi personaggi. La trama è davvero ottima e ben scritta e difficilmente si riesce a staccarsi dalle vicende di Bravo. Io consiglio a Giorgio un editor migliore perchè le storie che scrive sono davvero belle ma spesso risentono di logorroicità che in alcune situazioni risulta un po' fastidiosa.

TRAMA: 1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste...

sabato 12 giugno 2010

QUANDO CADE L'ACROBATA, ENTRANO I CLOWN di Walter Veltroni

COMMENTO: Veltroni affronta la tragica sera dell'Heysel con un monologo di un uomo che quella sera era presente e che dopo tanti anni il ricordo di quella tragica notte ancora lo tormenta. Veltroni riesce con delicatezza a farci tornare a quei momenti e a farci vivere il dramma di persone che hanno letteralmente visto l'inferno. Parte dalla gioia di poter assistere alla partita, all'eccitazione di poter entrare in campo fino ad arrivare ai momenti di paura, di orrore, di impotenza. Veltroni ancora una volta stupisce per il suo stile mai banale e anzi sempre azzeccato. Un libro che secondo me o si ama o si odia... io l'ho amato!

TRAMA: È notte, un uomo guarda il mare dal terrazzo di una stanza d'albergo. È qui per festeggiare il suo decimo anniversario di matrimonio. Mentre la moglie dorme serena, l'uomo ripensa alla loro storia d'amore, un rapporto basato sulla fiducia e sulla sincerità, e all'unica bugia che le ha raccontato: un viaggio. Aveva mentito sulla destinazione, per vedere una partita di calcio, la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, a Bruxelles. L'uomo ripensa a quella partita, alla gioia dell'attesa, all'allegria di chi si ritrova per condividere una passione e all'insensata tragedia che si sarebbe consumata allo stadio dell'Heysel, vecchio e malandato, non più adatto ai grandi eventi. Riaffiora il dramma di una serata che doveva essere di festa, un momento di ritrovo per grandi e bambini, e che era diventata una battaglia, un incomprensibile massacro in cui la violenza si sostituisce alla ragione.

mercoledì 16 settembre 2009

NOI di Walter Veltroni

COMMENTO: La storia dell'italia descritta attraverso le generazioni di una famiglia. Si parte dal fascismo e dalla guerra mondiale fino ad un futuro non molto lontano da quello attuale. Gioie, dolori, tragedie storiche magistralmente raccontati da un Veltroni eccezionale. Un libro davvero imperdibile perchè contiene un po' di tutto ed è di un poetico da far spavento. Credo che solo uno come Veltroni (con la sensibilità e la cultura) avrebbe potuto creare un libro come questo!

TRAMA: 1943: il quattordicenne Giovanni fissa sull’album da disegno gli ultimi giorni del fascismo, il bombardamento di Roma del 19 luglio, la deportazione degli ebrei il 16 ottobre. 1963: Andrea, tredici anni, attraversa col padre, su un Maggiolino decappottabile, l’Italia del boom. 1980: l’undicenne Luca registra sulle cassette del suo mangianastri l’anno terribile del terremoto in Irpinia, del terrorismo, dell’assassinio di John Lennon. 2025: l’adolescente Nina vuole costruire la sua vita preservando le esperienze uniche e irripetibili di coloro che l’hanno preceduta. Quattro generazioni della stessa famiglia, quattro ragazzi colti ciascuno in un punto di svolta (l’esperienza della morte e della distruzione, la malattia di una madre perduta e ritrovata, il tradimento degli affetti, la rivelazione dell’amore) che coincide con momenti decisivi della recente storia italiana, o si proietta in un futuro di inquietudini e di speranze.

sabato 23 maggio 2009

IO SONO DIO di Giorgio Faletti

COMMENTO: Fortunatamente Faletti è tornato. Dopo il bellissimo (ma immaturo) Io Uccido Faletti sembrava destinato a una parabola discendente e dopo la raccolta di racconti questa sensazione sembrava divenuta una certezza, invece... invece Faletti torna alla grande con un bellissimo thriller pieno di colpi di scena e carico di bei personaggi. Un thriller "classico" ma ben scritto (tranne qualche sbavatura e un po' troppe Happy Situations verso la fine), incalzante e fortunatamente dal finale non troppo scontato (almeno non si scopre il "cattivo" dopo poche pagine). Un plauso a Faletti e ora aspettiamo una nuova conferma sul fatto che sia tornato!

TRAMA: Non c'è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l'unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere dio.

sabato 24 maggio 2008

POCHI INUTILI NASCONDIGLI di Giorgio Faletti

COMMENTO: Faletti lascia il thriller e cerca di imitare Stephen King fallendo miseramente. I sette racconti già di per se non sono un gran che ma la lacuna maggiore (che vale anche per tutti gli altri libri di Faletti) è la mancanza di un buon editor che lo aiuti a tagliare (troppa prolissità... pochi autori possono essere prolissi senza annoiare e Faletti non è uno di questi!) e correggere alcune cose che appesantiscono la narrazione tipo il continuo ripetere nome e cognome dei personaggi (anche 2/3 volte in un paragrafo!) che rende irritante la lettura... aspettiamo dicembre per il nuovo romanzo...

TRAMA:
Sette racconti, sette storie, sette viaggi verso non si sa dove. Intorno a ognuno di noi, dentro a ognuno di noi, c’è sempre una parte oscura, un lato in ombra che la luce della ragione ha timore di illuminare per paura di ritrovarsi sconfitta. E in questa zona buia e fantastica si muovono i personaggi di questa antologia, uomini e donne che si trasformano in vittime o carnefici quando si trovano all’improvviso di fronte a un mondo sconosciuto, a un nuovo volto nello specchio, a quella cupa forma di angoscia che solo l’incomprensibile può trasformare in orrore.

Due parole sui racconti:

Una gomma e una matita
: Una versione di Il word processor degli dei di King più macabra. Il racconto scorre ma offre poca originalità e senza picchi eccelsi.
L’ultimo venerdì della signora Kliemann
: Racconto interessante fino all'orrendo finale. Ho profondamente odiato Faletti che continua a ripetere nome e cognome dei personaggi... un buon editor no eh?
Graffiti
: Un personaggio talmente estremo da essere falso in un racconto troppo lungo (sarebbero bastate circa 15 pagine!)
Spugnole
: Il racconto più bello della raccolta. Corto, veloce e intrigante.
La ragazza che guardava l'acqua
: Già letto grazie a La Repubblica... una favola che si lascia leggere.
L'ospite d'onore: Un racconto abbastanza inutile... neanche Faletti sapeva cosa stava scrivendo!
Physique du role
: Quasi non riuscivo a finirlo... ma proprio bruttobruttobrutto!