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martedì 11 settembre 2012

L'ISOLA E LE ROSE di Walter Veltroni

COMMENTO: Conoscevo già la vera storia dell'Isola delle Rose e visto che la storia era intrigante e che il romanziere Veltroni mi piace molto avevo grandi aspettative per questo libro in cui l'autore inventava una storia partendo da un fatto reale. Purtroppo però stavolta Veltroni mi ha un po' deluso. I personaggi sono solo abbozzati e la parte più bella è, incredibilmente, quella dell'oggi, quella cioè più staccata dalla storia della piattaforma. Veltroni, inoltre, stavolta ha gigioneggiato un po' troppo con frasi ad effetto e con le citazioni culturali, appesantendo parecchio la lettura. Un libro che si fa leggere ma molto al di sotto delle aspettative...

TRAMA: Giulio è un incorreggibile vitellone, Giacomo fa l’avvocato, Lorenzo è il figlio del proprietario del Grand Hotel, Simone era il genio della classe ed è diventato un inquieto ingegnere: quattro ragazzi di Rimini uniti da un’amicizia nata sui banchi di scuola e destinata a superare qualunque contrasto. Quando Giulio ha un’idea folle — costruire una piattaforma appena oltre il limite delle acque territoriali, dove accogliere una comunità di artisti, poeti, musicisti, amanti della bellezza — tutti si danno da fare per realizzarla: anche Elisa, dolce secchiona con lo chignon nero, anche Laura, giovane giornalista conquistata dal progetto, e una barista dalla bellezza esplosiva, Luana. Siamo alla vigilia del 1968, e niente sembra impossibile. Il nuovo romanzo di Walter Veltroni prende le mosse da un episodio vero e dimenticato per raccontare la nascita, a undici chilometri dalla costa, di un’isola artificiale che richiama turisti da tutta Europa, l’idea di una micronazione indipendente, l’Isola delle Rose (anzi, Insulo de la Rozoj, visto che la lingua ufficiale è l’esperanto), e l’invenzione di una radio libera.

venerdì 8 luglio 2011

L'INIZIO DEL BUIO di Walter Veltroni

COMMENTO: Nel 1981 avevo 8 anni e ancora oggi ricordo bene quei giorni... si mangiava fuori, in cortile e ricordo ancora che un giorno apparve un televisore portatile in quel cortile, davanti alla tavola e tutti gli adulti, fino a tardi, rimanevano fuori a vedere quella piccola scatola rossa con le immagini in bianco e nero. Io non capivo bene quello che stava accadendo, sapevo solo che stavano cercando di salvare un bimbo caduto in un pozzo. 30 anni dopo sono ormai un "vecchietto" con due figli e leggendo il libro di Veltroni ho scoperto la "paura". Perchè nel leggere "L'inizio del buio" più volte sentivo quella voce in fondo al pozzo come quella di mio figlio e davvero sentivo la paura e l'angoscia. Veltroni è stato davvero bravo a mostrarci quei giorni e sopratutto a farci "vedere" il coraggio di persone normali che in tutti i modi, anche sbagliando, hanno provato a salvare un bimbo che è diventato il figlio di tutti. Certo ci mostra quanti errori sono stati commessi ma alla fine prevade l'amore che una nazione ha dato a quel piccolo bambino caduto nel pozzo. E merito gli va nel farci ricordare che quei giorni erano anche il periodo buio delle Brigate Rosse, dei delitti politici e delle morti di innocenti per mano di gente che commetteva delitti nel nome del popolo. Erano giorni davvero assurdi e tristi.

TRAMA: L'11 giugno 1981, poco dopo le 13, l'Italia resta paralizzata davanti alla tv. Durante il Tg2, da un pozzo nella campagna di Vermicino, vicino a Frascati, proviene l'urlo di un bimbo che chiama la mamma. "È il pianto di un bambino che si sveglia nella notte, nel cuore di un incubo mostruoso, senza sapere se quella che ha vissuto è realtà o cattiva fantasia. È il pianto di un bambino che viene deportato, che vede la mamma allontanarsi e poi sparire, dietro una curva. È il pianto di un bambino al quale un adulto ha fatto la più orrenda delle violenze. È tutti i pianti di tutti i bambini del mondo. Tutti in una volta. Tutti in un bambino solo." Quell'urlo, le interminabili ore di angoscia che seguiranno, il nome del bambino - Alfredino Rampi - sono impressi a fuoco da trent'anni nella memoria degli italiani. Che forse non ricordano una coincidenza: mentre Alfredino precipita nel pozzo, nel tardo pomeriggio del 10 giugno, alle 19, a San Benedetto del Tronto un giovane antennista, Roberto Peci, viene rinchiuso nel bagagliaio di una 127 e condotto in una "prigione del popolo", dove le Brigate rosse l'avrebbero "processato" e poi ucciso per vendicarsi del fratello Patrizio, il primo pentito delle Br. Nel suo nuovo libro, Walter Veftroni racconta quelle due tragedie parallele. Ripercorrendo i luoghi e intervistando i protagonisti, rivela aspetti inediti e coglie nei due episodi l'inizio di quello che sarebbe diventata la televisione: il grande occhio che trasforma la realtà in reality.

sabato 12 giugno 2010

QUANDO CADE L'ACROBATA, ENTRANO I CLOWN di Walter Veltroni

COMMENTO: Veltroni affronta la tragica sera dell'Heysel con un monologo di un uomo che quella sera era presente e che dopo tanti anni il ricordo di quella tragica notte ancora lo tormenta. Veltroni riesce con delicatezza a farci tornare a quei momenti e a farci vivere il dramma di persone che hanno letteralmente visto l'inferno. Parte dalla gioia di poter assistere alla partita, all'eccitazione di poter entrare in campo fino ad arrivare ai momenti di paura, di orrore, di impotenza. Veltroni ancora una volta stupisce per il suo stile mai banale e anzi sempre azzeccato. Un libro che secondo me o si ama o si odia... io l'ho amato!

TRAMA: È notte, un uomo guarda il mare dal terrazzo di una stanza d'albergo. È qui per festeggiare il suo decimo anniversario di matrimonio. Mentre la moglie dorme serena, l'uomo ripensa alla loro storia d'amore, un rapporto basato sulla fiducia e sulla sincerità, e all'unica bugia che le ha raccontato: un viaggio. Aveva mentito sulla destinazione, per vedere una partita di calcio, la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, a Bruxelles. L'uomo ripensa a quella partita, alla gioia dell'attesa, all'allegria di chi si ritrova per condividere una passione e all'insensata tragedia che si sarebbe consumata allo stadio dell'Heysel, vecchio e malandato, non più adatto ai grandi eventi. Riaffiora il dramma di una serata che doveva essere di festa, un momento di ritrovo per grandi e bambini, e che era diventata una battaglia, un incomprensibile massacro in cui la violenza si sostituisce alla ragione.

mercoledì 16 settembre 2009

NOI di Walter Veltroni

COMMENTO: La storia dell'italia descritta attraverso le generazioni di una famiglia. Si parte dal fascismo e dalla guerra mondiale fino ad un futuro non molto lontano da quello attuale. Gioie, dolori, tragedie storiche magistralmente raccontati da un Veltroni eccezionale. Un libro davvero imperdibile perchè contiene un po' di tutto ed è di un poetico da far spavento. Credo che solo uno come Veltroni (con la sensibilità e la cultura) avrebbe potuto creare un libro come questo!

TRAMA: 1943: il quattordicenne Giovanni fissa sull’album da disegno gli ultimi giorni del fascismo, il bombardamento di Roma del 19 luglio, la deportazione degli ebrei il 16 ottobre. 1963: Andrea, tredici anni, attraversa col padre, su un Maggiolino decappottabile, l’Italia del boom. 1980: l’undicenne Luca registra sulle cassette del suo mangianastri l’anno terribile del terremoto in Irpinia, del terrorismo, dell’assassinio di John Lennon. 2025: l’adolescente Nina vuole costruire la sua vita preservando le esperienze uniche e irripetibili di coloro che l’hanno preceduta. Quattro generazioni della stessa famiglia, quattro ragazzi colti ciascuno in un punto di svolta (l’esperienza della morte e della distruzione, la malattia di una madre perduta e ritrovata, il tradimento degli affetti, la rivelazione dell’amore) che coincide con momenti decisivi della recente storia italiana, o si proietta in un futuro di inquietudini e di speranze.